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Espressionismo Astratto, Espressionismo & Astrattismo

Passaggi e differenze espressionismo, astrattismo e espressionismo astratto

Le differenze esistenti e il riconoscimento delle tre correnti che hanno influenzato il XX secolo: Espressionismo, astrattismo ed espressionismo astratto.

Beatrice Sperindè Ravi Alisha  action painting espressionismo astrattismo astratto

Espressionismo

Astrattismo

Espressionismo Astratto

I MIEI QUADRI espressionisti, astratti, espressionisti astratti

Espressionismo

L’espressionismo ha origine nei primi anni del XX secolo in Francia con i Fauves (belve), in Germania con Die Brücke (Il Ponte) e si contrappone all’oggettività dell’impressionismo. Tale movimento rivoluziona il linguaggio artistico, generando una ribellione dello spirito contro la materia, dando vita a un’analisi introspettiva attraverso gli “occhi dell’anima”.

L’impressionismo rappresenta un movimento dall’esterno verso l’interno, dove la realtà oggettiva si riflette nella coscienza soggettiva dell’artista. Al contrario, l’espressionismo segue un percorso inverso, procedendo dall’interno verso l’esterno: dall’anima diretta del creatore alla realtà, senza intermediari.

Nell’espressionismo, l’occhio interiore prende il posto di quello esterno e crea. Questo movimento artistico è caratterizzato da profonde radici sociali e da una testimonianza drammatica della realtà. La dura realtà tedesca dei primi decenni del XX secolo – segnata dalla guerra, dalle contraddizioni politiche, dalla perdita di valori ideali e dagli aspri conflitti di classe – costituì i temi centrali e struggenti degli artisti espressionisti. Le basi teorico-culturali dell’espressionismo risiedono nei pensieri di Sigmund Freud (psicanalisi, inconscio) sul concetto “da dentro a fuori” e del filosofo francese Henri Bergson (slancio vitale”, “intuizionismo”).

urlo Munch espressionismo
L’urlo di Edvard Munch

Astrattismo

L’Astrattismo è un movimento artistico che ha avuto origine nei primi anni del XX secolo, in diverse regioni della Germania distanti tra loro, e si è sviluppato senza un’unità di intenti. Più che un movimento, si tratta di una corrente artistica che assume il significato di “non reale”.

L’arte astratta è quella che non mira a rappresentare la realtà, bensì a creare immagini capaci di esprimere concetti attraverso la combinazione di forme, colori e linee. L’astrattismo utilizza un linguaggio visuale fatto di forme, colori e linee con l’obiettivo di dare vita a una composizione capace di esistere con un certo grado d’indipendenza dalle referenze visive del mondo.

In ambito filosofico si evidenzia l’irrazionalismo proposto da Sigmund Freud e Nietzsche, in netta contrapposizione alla serenità tipica della Belle Époque.

Il percorso che ha condotto all’astrattismo trova le sue radici nel Simbolismo, il quale evocava suoni, sensazioni ed emozioni senza necessariamente raffigurare la realtà così com’era, ma piuttosto inserendo immagini più simili a sogni e incubi. Da qui parte l’astrattismo semplificando sempre più l’immagine fino a renderla irriconoscibile e attribuendo ai singoli colori e alle singole forme significati ormai indecifrabili senza un’appropriata spiegazione.

L’Astrattismo nasce dalla decisione degli artisti di rifiutare la rappresentazione della realtà per enfatizzare i propri sentimenti. Un punto fondamentale di riferimento è rappresentato dal testo del 1907 di Wilhelm Worringer, storico d’arte, intitolato “Astrazione ed Empatia”, in cui l’arte viene interpretata sulla base dell’intenzionalità dell’artista.

La forma è considerata come il risultato dell’incontro tra l’uomo e il mondo, in un alternarsi di empatia, ovvero un avvicinamento alla realtà, ed astrazione, cioè il rifiuto della realtà.

Piet Mondrian, Composizione con giallo, blu e rosso (1937-39 circa; olio su tela, 62,5×72,7 cm; Londra, Tate Modern)

Espressionismo Astratto

L’Espressionismo astratto, questa corrente artistica ha origine a New York durante il periodo della Depressione e successivamente alla seconda guerra mondiale. Il movimento è noto anche come “Scuola di New York”.

È il primo fenomeno artistico tipicamente americano a influenzare il resto del mondo e ha contribuito a spostare radicalmente la capitale artistica da Parigi a New York, e più in generale dall’Europa agli Stati Uniti d’America. Mentre in America si diffuse l’action painting, in Europa nacque l’arte informale.

Si tratta di un processo che vede le emozioni espresse attraverso l’azione pittorica. L’individualità dell’artista gioca un ruolo centrale nell’opera, che si realizza mediante lo sviluppo di un linguaggio pittorico di tipo astratto.

Il Surrealismo è spesso considerato il più importante predecessore dell’espressionismo astratto, grazie all’enfasi posta sulla creazione spontanea, automatica o subcosciente. Il dripping (sgocciolatura) di Jackson Pollock su una tela di canapa stesa sul pavimento è infatti una tecnica che ha le sue radici proprio nel lavoro di Max Ernst.

Il concetto di “Espressionismo astratto” è attribuito ad Alfred H. Barr Jr., il quale lo coniò nel 1929 in occasione della contemplazione di un dipinto di Vasily Kandinsky. Successivamente, tale definizione fu ripresa e applicata all’arte americana degli anni quaranta dal critico Robert Coates nel 1946. Il movimento prende il suo nome dalla fusione dell’intensità emotiva e autoespressiva degli espressionisti tedeschi con l’estetica anti-figurativa delle correnti di astrazione europee come il Futurismo, il Bauhaus e il Cubismo sintetico.

Inoltre, questo movimento si caratterizza per un’immagine ribelle, anarchica, altamente idiosincratica e talvolta considerata nichilista secondo alcune interpretazioni.

In pratica, il termine viene esteso a tutti quegli artisti che operavano a New York nel periodo immediatamente successivo alla Seconda Guerra Mondiale, indipendentemente dai loro stili artistici specifici, anche se non particolarmente astratti o espressionisti.

Caratteristiche

L’Espressionismo astratto presenta delle caratteristiche comuni: una preferenza per tele ampie in tela grezza, un’enfasi sulle superfici piatte e un approccio olistico che prevede cura uniforme per ogni parte del quadro (a differenza di altri stili che possono concentrare la rappresentazione nell’area centrale rispetto ai margini).

Beatrice Sperindè _ B.S.

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